Con la fondamentale sentenza «Impregilo due» (2021), la Suprema corte aveva stabilito che è compito del pubblico ministero, nel processo penale contro l’ente, provare l’esistenza del nesso causale tra la violazione di una norma cautelare (intesa a prevenire il rischio di reato) e la consumazione dell’illecito, con l’importante conseguenza che non è – ora – più possibile desumere da una qualsiasi lacuna del modello organizzativo un «totalizzante» giudizio di inidoneità o inefficacia di quest’ultimo; ciò ha rinfrancato, in parte, le aspettative delle imprese sulla bontà dei propri investimenti economici ed organizzativi in materia di compliance. Germina (anche) dalle statuizioni della suddetta sentenza il pregevole progetto di riforma del d.lgs. 231/2001 che il Tavolo tecnico ministeriale – coordinato dal presidente della sezione della Cassazione che si pronunciò definitivamente sul caso Impregilo – ha rassegnato a fine 2025 con l’obiettivo ultimo di restituire la certezza del diritto agli attori deputati alla prevenzione del rischio penale d’impresa. Il contributo si sofferma sui profili qualificanti della parte «sostanziale» di un elaborato che si distingue per rigore sistematico e qualità del distillato normativo.

LA CERTEZZA DEL DIRITTO PER LE IMPRESE QUALE OBIETTIVO DEL PROGETTO DI RIFORMA DEL TAVOLO TECNICO MINISTERIALE

Bernasconi Alessandro
2026-01-01

Abstract

Con la fondamentale sentenza «Impregilo due» (2021), la Suprema corte aveva stabilito che è compito del pubblico ministero, nel processo penale contro l’ente, provare l’esistenza del nesso causale tra la violazione di una norma cautelare (intesa a prevenire il rischio di reato) e la consumazione dell’illecito, con l’importante conseguenza che non è – ora – più possibile desumere da una qualsiasi lacuna del modello organizzativo un «totalizzante» giudizio di inidoneità o inefficacia di quest’ultimo; ciò ha rinfrancato, in parte, le aspettative delle imprese sulla bontà dei propri investimenti economici ed organizzativi in materia di compliance. Germina (anche) dalle statuizioni della suddetta sentenza il pregevole progetto di riforma del d.lgs. 231/2001 che il Tavolo tecnico ministeriale – coordinato dal presidente della sezione della Cassazione che si pronunciò definitivamente sul caso Impregilo – ha rassegnato a fine 2025 con l’obiettivo ultimo di restituire la certezza del diritto agli attori deputati alla prevenzione del rischio penale d’impresa. Il contributo si sofferma sui profili qualificanti della parte «sostanziale» di un elaborato che si distingue per rigore sistematico e qualità del distillato normativo.
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