Il saggio verifica in che misura il lavoro carcerario rispetti il modello del contratto di lavoro subordinato, sia sul piano teorico sia nelle ricadute applicative che emergono dalla giurisprudenza più recente, con particolare attenzione al lavoro reso per l’Amministrazione penitenziaria e per datori esterni. L’indagine adotta un’analisi giuridica del rapporto di lavoro carcerario, esaminando le tutele applicabili e le loro concrete modalità di attuazione, con specifico focus sulle criticità connesse alla falcidia retributiva, alla negazione della Naspi per il lavoro domestico e al ruolo del contenzioso strategico. Lo studio conferma la riconducibilità del lavoro carcerario allo schema tipologico del lavoro subordinato, ma mette in luce significativi scostamenti rispetto ai principi costituzionali in tema di parità retributiva e di adeguatezza delle protezioni sociali, che si traducono in lesioni della dignità dei lavoratori‑detenuti e alimentano un contenzioso crescente. La ricerca si concentra sul lavoro carcerario nel contratto (falcidia retributiva e Naspi) e nel mercato con incentivi per imprese (legge Smuraglia, art. 20-21 o.p.), ponendo le basi critiche per ulteriori indagini sulle condizioni strutturali degli istituti e successive riflessioni sulla base di dati occupazionali completi. Il contributo propone di rileggere il lavoro carcerario come banco di prova della tenuta delle categorie classiche del diritto del lavoro e di elaborare una nuova idea di responsabilità sociale d’impresa, che coinvolga in modo integrato imprese profit e cooperazione sociale nella costruzione di percorsi effettivi di reinserimento nel mercato del lavoro libero.
Il lavoro carcerario nel contratto e nel mercato
MALZANI F.
2025-01-01
Abstract
Il saggio verifica in che misura il lavoro carcerario rispetti il modello del contratto di lavoro subordinato, sia sul piano teorico sia nelle ricadute applicative che emergono dalla giurisprudenza più recente, con particolare attenzione al lavoro reso per l’Amministrazione penitenziaria e per datori esterni. L’indagine adotta un’analisi giuridica del rapporto di lavoro carcerario, esaminando le tutele applicabili e le loro concrete modalità di attuazione, con specifico focus sulle criticità connesse alla falcidia retributiva, alla negazione della Naspi per il lavoro domestico e al ruolo del contenzioso strategico. Lo studio conferma la riconducibilità del lavoro carcerario allo schema tipologico del lavoro subordinato, ma mette in luce significativi scostamenti rispetto ai principi costituzionali in tema di parità retributiva e di adeguatezza delle protezioni sociali, che si traducono in lesioni della dignità dei lavoratori‑detenuti e alimentano un contenzioso crescente. La ricerca si concentra sul lavoro carcerario nel contratto (falcidia retributiva e Naspi) e nel mercato con incentivi per imprese (legge Smuraglia, art. 20-21 o.p.), ponendo le basi critiche per ulteriori indagini sulle condizioni strutturali degli istituti e successive riflessioni sulla base di dati occupazionali completi. Il contributo propone di rileggere il lavoro carcerario come banco di prova della tenuta delle categorie classiche del diritto del lavoro e di elaborare una nuova idea di responsabilità sociale d’impresa, che coinvolga in modo integrato imprese profit e cooperazione sociale nella costruzione di percorsi effettivi di reinserimento nel mercato del lavoro libero.| File | Dimensione | Formato | |
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