Il presente studio si addentra in una delle esperienze repubblicane di fine Settecento, animate dai venti rivoluzionari ormai circolanti in Europa, ma anche (se non più) da ambizioni egemoniche locali ancora radicate nel tessuto sociale, politico e giuridico d’Ancien Régime. Il caso di studio è rappresentato dalla Repubblica bresciana che, nel contesto della Lombardia veneziana, visse un breve e travagliato esperimento d’autonomia e autogoverno nel corso del 1797, fra novità filofrancesi, autentici spunti patriottici e, soprattutto, inveterate conflittualità interne, inasprite dal declino della Serenissima. Attingendo a fonti edite ed inedite, lo stratificato contesto socio-culturale e politico-istituzionale che costituì terreno di coltura per gli otto mesi del governo bresciano è qui posto in relazione con la sua frastagliata dimensione giuridica, in cui si fa notare anche un conato costituzionale, che suscita rilevanti domande storiografiche. Esso fornisce un’interessante prospettiva attraverso la quale indagare la complessità dello scorcio finale del diciottesimo secolo, quale stagione di transizione che contribuì in modo determinante a ridefinire il rapporto fra individuo, comunità e potere, anche attraverso gli strumenti e le categorie del diritto. Una stagione nella quale poterono giocare un ruolo attivo e protagonista comunità pur ‘periferiche’, come quella bresciana, ma dinamiche ed aperte alla cultura europea, che seppero confrontarsi, non senza lacerazioni, con l’eredità di un mondo ormai al tramonto.

“LA LEGGE ORDINERÀ, LA PRUDENZA DIRIGERÀ E LA FORZA ESEGUIRÀ”. Culture politiche ed esperimenti costituzionali nella Repubblica bresciana del 1797

Elisabetta Fusar Poli
;
Carlo Bazzani
2026-01-01

Abstract

Il presente studio si addentra in una delle esperienze repubblicane di fine Settecento, animate dai venti rivoluzionari ormai circolanti in Europa, ma anche (se non più) da ambizioni egemoniche locali ancora radicate nel tessuto sociale, politico e giuridico d’Ancien Régime. Il caso di studio è rappresentato dalla Repubblica bresciana che, nel contesto della Lombardia veneziana, visse un breve e travagliato esperimento d’autonomia e autogoverno nel corso del 1797, fra novità filofrancesi, autentici spunti patriottici e, soprattutto, inveterate conflittualità interne, inasprite dal declino della Serenissima. Attingendo a fonti edite ed inedite, lo stratificato contesto socio-culturale e politico-istituzionale che costituì terreno di coltura per gli otto mesi del governo bresciano è qui posto in relazione con la sua frastagliata dimensione giuridica, in cui si fa notare anche un conato costituzionale, che suscita rilevanti domande storiografiche. Esso fornisce un’interessante prospettiva attraverso la quale indagare la complessità dello scorcio finale del diciottesimo secolo, quale stagione di transizione che contribuì in modo determinante a ridefinire il rapporto fra individuo, comunità e potere, anche attraverso gli strumenti e le categorie del diritto. Una stagione nella quale poterono giocare un ruolo attivo e protagonista comunità pur ‘periferiche’, come quella bresciana, ma dinamiche ed aperte alla cultura europea, che seppero confrontarsi, non senza lacerazioni, con l’eredità di un mondo ormai al tramonto.
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