Relazione introduttiva alla I sessione del XXXVIII Convegno annuale dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti “Le dinamiche della forma di governo nell’Italia repubblicana”, Brescia, 27-28 ottobre 2023, alla cui data lo scritto è aggiornato. Sommario: 1. L’andamento del sistema di governo italiano alla luce di un approccio giuridico. – 1.1 La legittimità di atti e comportamenti degli organi costituzionali (e degli attori politici) senza una esasperazione classificatoria e definitoria di “forma di governo”. – 1.2 I dati rilevanti della necessaria triangolazione corpo elettorale-organi parlamentari-Governo e la recente connessione tra rielezione del Capo dello Stato e sistema di governo parlamentare. – 1.3 I partiti e la loro rispettiva proiezione parlamentare: il recente fenomeno dei gruppi scissionisti condizionanti gli equilibri di maggioranza che divengono ex post partiti e movimenti politici. – 1.4 Il peso della legislazione elettorale per la strategia delle forze politiche e per la promozione delle coalizioni pre-elettorali (senza troppo preoccuparsi della loro tenuta dopo il voto): qualche dato rilevante. – 2. Le surrettizie alterazioni della forma di governo parlamentare italiana e il fallimento (fino ad ora) dei tentativi di revisione formale della Seconda parte della Costituzione. – 2.1 La doppia fiducia parlamentare quale complicazione oggettiva del sistema costituzionale italiano. – 2.2 Dalle riforme “concordate o concordabili” – la stagione delle c.d. “bicamerali” – alle riforme di maggioranza con l’emersione, nell’ultimo ventennio, del ruolo fortemente oppositivo del referendum costituzionale. – 2.3 L’importazione di modelli da introdurre per risolvere i problemi della c.d. governabilità e della stabilità dell’Esecutivo: tendenze più recenti e reiterata insistenza per esperire “vie nostrane” al mutamento del vigente sistema parlamentare. – 2.4 La costante, strumentale manipolazione del tema elettorale e la correlativa perdita di un autonomo ruolo istituzionale della maggioranza parlamentare rispetto al Governo. – 3. La Corte costituzionale come fattore di “stabilizzazione” del sistema parlamentare vigente ovvero come sponda per “tenere conto” delle necessità manifestate dal Governo e dalla maggioranza? – 4. Il “peso” del c.d. formante eurounitario nella delineazione dell’indirizzo politico nazionale, oltre quello economico-finanziario. – 4.1 Le asimmetrie tra quadro politico nazionale e collocazione europea dei partiti italiani. – 4.2 La (oramai) richiesta fedeltà del Governo italiano alle politiche promosse dall’Unione europea. – 5. Una breve chiosa conclusiva (per tornare alla questione di metodo).

Relazione introduttiva al XXXVIII convegno dell'Associazione italiana dei costituzionalisti dal titolo “Le dinamiche della forma di governo nell’Italia repubblicana” - Brescia, 27-28 ottobre 2023

antonio d'andrea
2023-01-01

Abstract

Relazione introduttiva alla I sessione del XXXVIII Convegno annuale dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti “Le dinamiche della forma di governo nell’Italia repubblicana”, Brescia, 27-28 ottobre 2023, alla cui data lo scritto è aggiornato. Sommario: 1. L’andamento del sistema di governo italiano alla luce di un approccio giuridico. – 1.1 La legittimità di atti e comportamenti degli organi costituzionali (e degli attori politici) senza una esasperazione classificatoria e definitoria di “forma di governo”. – 1.2 I dati rilevanti della necessaria triangolazione corpo elettorale-organi parlamentari-Governo e la recente connessione tra rielezione del Capo dello Stato e sistema di governo parlamentare. – 1.3 I partiti e la loro rispettiva proiezione parlamentare: il recente fenomeno dei gruppi scissionisti condizionanti gli equilibri di maggioranza che divengono ex post partiti e movimenti politici. – 1.4 Il peso della legislazione elettorale per la strategia delle forze politiche e per la promozione delle coalizioni pre-elettorali (senza troppo preoccuparsi della loro tenuta dopo il voto): qualche dato rilevante. – 2. Le surrettizie alterazioni della forma di governo parlamentare italiana e il fallimento (fino ad ora) dei tentativi di revisione formale della Seconda parte della Costituzione. – 2.1 La doppia fiducia parlamentare quale complicazione oggettiva del sistema costituzionale italiano. – 2.2 Dalle riforme “concordate o concordabili” – la stagione delle c.d. “bicamerali” – alle riforme di maggioranza con l’emersione, nell’ultimo ventennio, del ruolo fortemente oppositivo del referendum costituzionale. – 2.3 L’importazione di modelli da introdurre per risolvere i problemi della c.d. governabilità e della stabilità dell’Esecutivo: tendenze più recenti e reiterata insistenza per esperire “vie nostrane” al mutamento del vigente sistema parlamentare. – 2.4 La costante, strumentale manipolazione del tema elettorale e la correlativa perdita di un autonomo ruolo istituzionale della maggioranza parlamentare rispetto al Governo. – 3. La Corte costituzionale come fattore di “stabilizzazione” del sistema parlamentare vigente ovvero come sponda per “tenere conto” delle necessità manifestate dal Governo e dalla maggioranza? – 4. Il “peso” del c.d. formante eurounitario nella delineazione dell’indirizzo politico nazionale, oltre quello economico-finanziario. – 4.1 Le asimmetrie tra quadro politico nazionale e collocazione europea dei partiti italiani. – 4.2 La (oramai) richiesta fedeltà del Governo italiano alle politiche promosse dall’Unione europea. – 5. Una breve chiosa conclusiva (per tornare alla questione di metodo).
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