Introduzione: La gravidanza è un fattore di rischio per l’ospedalizzazione e la malattia grave da Covid-19, con un aumento del rischio di mortalità per le madri e di gravi complicazioni neonatali. Il presente contributo esamina le attitudini delle donne italiane nei confronti del vaccino anti-Covid, il ruolo della comunicazione da parte degli operatori sanitari, nonché le ragioni e i potenziali indicatori del rifiuto della vaccinazione. Materiali e metodi: Un questionario online è stato creato con il software LimeSurvey e diffuso attraverso i principali social media nel periodo tra agosto 2021 e gennaio 2022; all’indagine hanno partecipato donne maggiorenni in stato di gravidanza e residenti in Italia. Alle partecipanti è stato chiesto di indicare le loro fonti di informazione principali e di valutare il supporto ricevuto da parte dei propri operatori sanitari; inoltre, il loro livello di health literacy (HL) è stato misurato tramite lo strumento HLS-EU-Q6. È stata effettuata un’analisi di regressione lineare multivariata. Le domande a risposta aperta sono state analizzate qualitativamente anche grazie all’uso del software MaxQDA 2022. Risultati: Sono stati raccolti 1594 questionari (età media 31.5±4.94); il 48% delle partecipanti è in possesso della laurea, ma solo il 17% possiede un livello sufficiente di HL. La maggior parte (52%) delle partecipanti ha rifiutato il vaccino anti-Covid durante la gravidanza, il 27% ha detto di essere insicura e il 26% considera il vaccino poco sicuro durante la gravidanza. La maggior parte delle partecipanti ha valutato le informazioni ricevute dagli operatori sanitari come incomplete (56%), non chiare (52%) e poco affidabili (46%); il 49% non si è sentita supportata nella propria decisione di vaccinarsi. Il modello multivariato ha mostrato che questa variabile è il principale indicatore del rifiuto della vaccinazione, insieme alle preoccupazioni sulla sicurezza del vaccino. Tra le donne che si sono dichiarate insoddisfatte, inoltre, il 57% possiede una HL inadeguata, a fronte del 40% con una HL sufficiente (p<.0001). Anche l’analisi delle domande a risposta aperta ha rivelato un sentimento diffuso di insicurezza e incertezza. Conclusioni: Lo studio evidenza come la mancanza di una comunicazione e di un supporto adeguati da parte degli operatori sanitari abbia un forte impatto sulla decisione delle donne in stato di gravidanza di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid; perciò, sottolinea la necessità di formare e migliorare le competenze comunicative degli operatori al fine di offrire un maggiore supporto alle donne in gravidanza, che attraversano una fase molto delicata della loro vita.

Vaccinazione anti-Covid 19 in gravidanza: indagine sulle attitudini di un campione di donne italiane e il ruolo della comunicazione dei professionisti sanitari

Carlotta Fiammenghi;Nene Alassane Mbaye;Umberto Gelatti;Loredana Covolo.
2022-01-01

Abstract

Introduzione: La gravidanza è un fattore di rischio per l’ospedalizzazione e la malattia grave da Covid-19, con un aumento del rischio di mortalità per le madri e di gravi complicazioni neonatali. Il presente contributo esamina le attitudini delle donne italiane nei confronti del vaccino anti-Covid, il ruolo della comunicazione da parte degli operatori sanitari, nonché le ragioni e i potenziali indicatori del rifiuto della vaccinazione. Materiali e metodi: Un questionario online è stato creato con il software LimeSurvey e diffuso attraverso i principali social media nel periodo tra agosto 2021 e gennaio 2022; all’indagine hanno partecipato donne maggiorenni in stato di gravidanza e residenti in Italia. Alle partecipanti è stato chiesto di indicare le loro fonti di informazione principali e di valutare il supporto ricevuto da parte dei propri operatori sanitari; inoltre, il loro livello di health literacy (HL) è stato misurato tramite lo strumento HLS-EU-Q6. È stata effettuata un’analisi di regressione lineare multivariata. Le domande a risposta aperta sono state analizzate qualitativamente anche grazie all’uso del software MaxQDA 2022. Risultati: Sono stati raccolti 1594 questionari (età media 31.5±4.94); il 48% delle partecipanti è in possesso della laurea, ma solo il 17% possiede un livello sufficiente di HL. La maggior parte (52%) delle partecipanti ha rifiutato il vaccino anti-Covid durante la gravidanza, il 27% ha detto di essere insicura e il 26% considera il vaccino poco sicuro durante la gravidanza. La maggior parte delle partecipanti ha valutato le informazioni ricevute dagli operatori sanitari come incomplete (56%), non chiare (52%) e poco affidabili (46%); il 49% non si è sentita supportata nella propria decisione di vaccinarsi. Il modello multivariato ha mostrato che questa variabile è il principale indicatore del rifiuto della vaccinazione, insieme alle preoccupazioni sulla sicurezza del vaccino. Tra le donne che si sono dichiarate insoddisfatte, inoltre, il 57% possiede una HL inadeguata, a fronte del 40% con una HL sufficiente (p<.0001). Anche l’analisi delle domande a risposta aperta ha rivelato un sentimento diffuso di insicurezza e incertezza. Conclusioni: Lo studio evidenza come la mancanza di una comunicazione e di un supporto adeguati da parte degli operatori sanitari abbia un forte impatto sulla decisione delle donne in stato di gravidanza di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid; perciò, sottolinea la necessità di formare e migliorare le competenze comunicative degli operatori al fine di offrire un maggiore supporto alle donne in gravidanza, che attraversano una fase molto delicata della loro vita.
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