La decodifica del genoma umano ha permesso non solo l’acquisizione di importanti conoscenze sul nostro patrimonio genetico, ma ha soprattutto comportato una svolta metodologica: con la genomica infatti nascono le “omics”, un nuovo modo di produrre sapere scientifico a partire da raccolte di dati sistematici ed organizzati (database) di dimensioni sempre maggiori. L’esposomica rappresenta un’applicazione di questo metodo allo studio delle esposizioni ambientali ed occupazionali: l’obiettivo è idealmente la decodifica delle molteplici esposizioni a cui un individuo è sottoposto, da mettere in relazione con altri “omics” (trascrittomica, proteomica, epigenomica) per meglio interpretare eventuali effetti sulla salute umana. Dalla formulazione dell’idea di esposoma, nei primi anni 2000, si avanza oggi verso la sua formalizzazione mediante studi promossi e condotti da prestigiosi centri di ricerca europei. La Medicina del Lavoro si propone quale protagonista per lo sviluppo dell’esposomica con un duplice ruolo di indirizzo: di metodo e di contenuto; il Medico del Lavoro conosce infatti come qualificare e quantificare le esposizioni: le tecniche proprie dell’igiene industriale, della psicologia del lavoro dell’ergonomia possono essere opportunamente adattate per un utilizzo che superi gli stretti confini del mondo del lavoro; possiede inoltre la conoscenza specialistica dei contesti espositivi occupazionali, dei rischi specifici e delle patologie che possono essere messe in relazione con le esposizioni.

Esposoma: da intuizione a linea di ricerca obbligata nelle Scienze Mediche Occupazionale e Ambientali

Paganelli M;De Palma G;Apostoli P
2017-01-01

Abstract

La decodifica del genoma umano ha permesso non solo l’acquisizione di importanti conoscenze sul nostro patrimonio genetico, ma ha soprattutto comportato una svolta metodologica: con la genomica infatti nascono le “omics”, un nuovo modo di produrre sapere scientifico a partire da raccolte di dati sistematici ed organizzati (database) di dimensioni sempre maggiori. L’esposomica rappresenta un’applicazione di questo metodo allo studio delle esposizioni ambientali ed occupazionali: l’obiettivo è idealmente la decodifica delle molteplici esposizioni a cui un individuo è sottoposto, da mettere in relazione con altri “omics” (trascrittomica, proteomica, epigenomica) per meglio interpretare eventuali effetti sulla salute umana. Dalla formulazione dell’idea di esposoma, nei primi anni 2000, si avanza oggi verso la sua formalizzazione mediante studi promossi e condotti da prestigiosi centri di ricerca europei. La Medicina del Lavoro si propone quale protagonista per lo sviluppo dell’esposomica con un duplice ruolo di indirizzo: di metodo e di contenuto; il Medico del Lavoro conosce infatti come qualificare e quantificare le esposizioni: le tecniche proprie dell’igiene industriale, della psicologia del lavoro dell’ergonomia possono essere opportunamente adattate per un utilizzo che superi gli stretti confini del mondo del lavoro; possiede inoltre la conoscenza specialistica dei contesti espositivi occupazionali, dei rischi specifici e delle patologie che possono essere messe in relazione con le esposizioni.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11379/500782
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