Nel presente studio vengono riassunti i metodi adottati ed i risultati salienti di uno studio di aggiornamento dell’analisi delle precipitazioni di massima intensità della Lombardia Orientale. Per lo studio sono state prese in esame le precipitazioni massime annuali di durata compresa tra una e ventiquattro ore di 67 stazioni, risultate dalla trascrizione dei dati degli Annali Idrologici (a partire dal 1930), integrati con quelli raccolti nel progetto ‘STRADA’ della Regione Lombardia fino al 2011 (De Michele et al., 2005; Uboldi et al., 2014), e, per il periodo successivo, fino al 2021 (per Brescia fino al 2023), dall’elaborazione delle registrazioni pluviografiche rese accessibili da Arpa Lombardia e dalla Provincia di Trento (Formetta et al., 2022). La numerosità media del campione risultante è risultata di 42 anni-stazione. Per la regione in studio sono state condotte le stime dei parametri delle linee segnalatrici di probabilità pluviometrica puntuali, scegliendo tra la distribuzione di Gumbel e la GEV che erano state individuate in un precedente studio come idonee ad interpretare le frequenze campionarie (Ranzi et al., 1999). Stimate le medie e il coefficiente di variazione delle serie con il metodo dei momenti ordinari, e il parametro di forma della GEV per le stazioni con più di 25 anni, con quello dei momenti pesati in probabilità, è risultato un valore medio spaziale del coefficiente di variazione, medio inter-durata, pari a 0.326 e un valore pari a k=-0.0165 del parametro di forma per la distribuzione GEV . La variabilità spaziale della media delle precipitazioni orarie, m1, è ben interpretata da una tendenza alla diminuzione proporzionale alla distanza dalla pianura padana misurata lungo la direttrice orografica della catena alpina. La media delle precipitazioni orarie, m1, e l’esponente di scala, n1, mostrano, infatti, una variabilità spaziale funzione principalmente della latitudine, più ancora che dell’altitudine, misurata lungo una direzione inclinata di 23° rispetto al nord geografico. Analoga, ma con una opposta tendenza all’aumento con la distanza dalla pianura, la tendenza dell’esponente di scala, rispetto alla durata, delle medie massime annuali, n1. È risultato come per il 79% delle stazioni non si possa rifiutare l’ipotesi di invarianza di scala semplice, a scala locale, cioè che si possa adottare un unico valore del coefficiente di variazione per le diverse durate. Dividendo i campioni in due periodi, anteriore e posteriore al 1981, e selezionano le 19 serie con almeno 20 anni di dati in ciascuno dei due periodi (con l’eccezione di Edolo con 19 dati nel periodo successivo al 1981), si è riscontrato come per il 35% delle serie ci sia un aumento significativo e in nessun caso una diminuzione. In media l’aumento è del 14% per le piogge orarie e del 9% per quelle di 24 ore. Inoltre, per 8 delle 19 serie delle piogge di 1 ora e di 24 ore l’ipotesi statistica di indipendenza delle serie rispetto al tempo viene rifiutata con significatività del 5%, con tendenza all’aumento. La percentuale di serie con tendenza significativa all’aumento raggiunge il 45% selezionando le sole 11 serie nella zona montana. Questi risultati forniscono un’indicazione oggettiva su una tendenza significativa all’aumento delle precipitazioni massime annuali nella Lombardia Orientale negli ultimi 45 anni. I risultati del lavoro, riassunti in mappe rappresentate sulla base cartografica dell’IGM in scala 1:250'000 nell’edizione del 1971, sono di immediata applicabilità tecnica per la stima delle piogge intense in ogni punto dell’area di indagine, per la progettazione delle opere idrauliche e per la stima della frequenza di accadimento degli eventi osservati.
Le precipitazioni di massima intensità della Lombardia Orientale
Ranzi R.
Conceptualization
;Cristian TedoldiData Curation
;B. RazdarVisualization
;S. BarontiniData Curation
;P. ColosioData Curation
;M. TomirottiConceptualization
;M. PeliWriting – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
Nel presente studio vengono riassunti i metodi adottati ed i risultati salienti di uno studio di aggiornamento dell’analisi delle precipitazioni di massima intensità della Lombardia Orientale. Per lo studio sono state prese in esame le precipitazioni massime annuali di durata compresa tra una e ventiquattro ore di 67 stazioni, risultate dalla trascrizione dei dati degli Annali Idrologici (a partire dal 1930), integrati con quelli raccolti nel progetto ‘STRADA’ della Regione Lombardia fino al 2011 (De Michele et al., 2005; Uboldi et al., 2014), e, per il periodo successivo, fino al 2021 (per Brescia fino al 2023), dall’elaborazione delle registrazioni pluviografiche rese accessibili da Arpa Lombardia e dalla Provincia di Trento (Formetta et al., 2022). La numerosità media del campione risultante è risultata di 42 anni-stazione. Per la regione in studio sono state condotte le stime dei parametri delle linee segnalatrici di probabilità pluviometrica puntuali, scegliendo tra la distribuzione di Gumbel e la GEV che erano state individuate in un precedente studio come idonee ad interpretare le frequenze campionarie (Ranzi et al., 1999). Stimate le medie e il coefficiente di variazione delle serie con il metodo dei momenti ordinari, e il parametro di forma della GEV per le stazioni con più di 25 anni, con quello dei momenti pesati in probabilità, è risultato un valore medio spaziale del coefficiente di variazione, medio inter-durata, pari a 0.326 e un valore pari a k=-0.0165 del parametro di forma per la distribuzione GEV . La variabilità spaziale della media delle precipitazioni orarie, m1, è ben interpretata da una tendenza alla diminuzione proporzionale alla distanza dalla pianura padana misurata lungo la direttrice orografica della catena alpina. La media delle precipitazioni orarie, m1, e l’esponente di scala, n1, mostrano, infatti, una variabilità spaziale funzione principalmente della latitudine, più ancora che dell’altitudine, misurata lungo una direzione inclinata di 23° rispetto al nord geografico. Analoga, ma con una opposta tendenza all’aumento con la distanza dalla pianura, la tendenza dell’esponente di scala, rispetto alla durata, delle medie massime annuali, n1. È risultato come per il 79% delle stazioni non si possa rifiutare l’ipotesi di invarianza di scala semplice, a scala locale, cioè che si possa adottare un unico valore del coefficiente di variazione per le diverse durate. Dividendo i campioni in due periodi, anteriore e posteriore al 1981, e selezionano le 19 serie con almeno 20 anni di dati in ciascuno dei due periodi (con l’eccezione di Edolo con 19 dati nel periodo successivo al 1981), si è riscontrato come per il 35% delle serie ci sia un aumento significativo e in nessun caso una diminuzione. In media l’aumento è del 14% per le piogge orarie e del 9% per quelle di 24 ore. Inoltre, per 8 delle 19 serie delle piogge di 1 ora e di 24 ore l’ipotesi statistica di indipendenza delle serie rispetto al tempo viene rifiutata con significatività del 5%, con tendenza all’aumento. La percentuale di serie con tendenza significativa all’aumento raggiunge il 45% selezionando le sole 11 serie nella zona montana. Questi risultati forniscono un’indicazione oggettiva su una tendenza significativa all’aumento delle precipitazioni massime annuali nella Lombardia Orientale negli ultimi 45 anni. I risultati del lavoro, riassunti in mappe rappresentate sulla base cartografica dell’IGM in scala 1:250'000 nell’edizione del 1971, sono di immediata applicabilità tecnica per la stima delle piogge intense in ogni punto dell’area di indagine, per la progettazione delle opere idrauliche e per la stima della frequenza di accadimento degli eventi osservati.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: Allegati tabellari da Tesi di Cristian Tedoldi
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