Il contributo propone un flusso di lavoro digitale per l’interpretazione dell’apparato decorativo della chiesa abbaziale di Praglia, integrando rilievo architettonico, modellazione BIM e analisi storico-documentale. A partire da una ricognizione della letteratura sulla parametrizzazione digitale degli ordini architettonici, la ricerca inquadra il passaggio dal modello-oggetto al modello-regola come chiave per esplicitare le logiche compositive del manufatto. Il caso studio, segnato da una complessa stratificazione progettuale tra XV e XVI secolo, viene assunto come ambito di verifica per la traduzione degli ordini architettonici in sistemi informativi interrogabili. Nuvole di punti, rilievi analogici, disegni critici, fonti trattatistiche e modelli BIM sono messi in relazione con particolare attenzione alla costruzione geometrica e proporzionale degli ordini ionici maggiore e minore. Il modello, esportato in formato aperto IFC, è organizzato mediante classi, proprietà e sistemi nidificati, rendendo selezionabili e comparabili le componenti. L’ambiente digitale consente inoltre di associare agli oggetti documenti, fonti e commenti attraverso procedure collaborative e standard interoperabili. I risultati mostrano come il BIM, inteso non solo come rappresentazione geometrica ma come dispositivo critico di conoscenza, possa supportare l’analisi degli apparati decorativi, favorendo la collaborazione multidisciplinare e la verifica delle relazioni tra manufatto, regole compositive e fonti storiche.
Verso l’interpretazione digitale dell’apparato decorativo. Relazioni tra rilievi, BIM e documenti nella chiesa di Praglia.
MASSIMO DE PAOLI;PAOLO BORIN;
2026-01-01
Abstract
Il contributo propone un flusso di lavoro digitale per l’interpretazione dell’apparato decorativo della chiesa abbaziale di Praglia, integrando rilievo architettonico, modellazione BIM e analisi storico-documentale. A partire da una ricognizione della letteratura sulla parametrizzazione digitale degli ordini architettonici, la ricerca inquadra il passaggio dal modello-oggetto al modello-regola come chiave per esplicitare le logiche compositive del manufatto. Il caso studio, segnato da una complessa stratificazione progettuale tra XV e XVI secolo, viene assunto come ambito di verifica per la traduzione degli ordini architettonici in sistemi informativi interrogabili. Nuvole di punti, rilievi analogici, disegni critici, fonti trattatistiche e modelli BIM sono messi in relazione con particolare attenzione alla costruzione geometrica e proporzionale degli ordini ionici maggiore e minore. Il modello, esportato in formato aperto IFC, è organizzato mediante classi, proprietà e sistemi nidificati, rendendo selezionabili e comparabili le componenti. L’ambiente digitale consente inoltre di associare agli oggetti documenti, fonti e commenti attraverso procedure collaborative e standard interoperabili. I risultati mostrano come il BIM, inteso non solo come rappresentazione geometrica ma come dispositivo critico di conoscenza, possa supportare l’analisi degli apparati decorativi, favorendo la collaborazione multidisciplinare e la verifica delle relazioni tra manufatto, regole compositive e fonti storiche.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
ID PRAGLIA TOT.pdf
solo utenti autorizzati
Descrizione: Full paper
Tipologia:
Documento in Post-print
Licenza:
PUBBLICO - Pubblico senza Copyright
Dimensione
4.89 MB
Formato
Adobe PDF
|
4.89 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


