Il capitolo approfondisce il ruolo degli interventi precoci nei primi mille giorni di vita, secondo le neuroscienze affettive, concentrandosi in particolare sulla applicazione del Dialogic Book-Sharing (DBS) come metodologia di intervento nella relazione genitore-bambino. Le neuroscienze affettive evidenziano come lo sviluppo del cervello e della mente sia fortemente influenzato dalle esperienze relazionali precoci. Le connessioni neurali si costruiscono progressivamente attraverso l’esperienza e, in particolare, attraverso le interazioni con le figure di accudimento. La qualità della relazione genitore-bambino rappresenta pertanto un importante fattore per lo sviluppo affettivo, cognitivo e neuromentale. Un ruolo fondamentale è svolto dalla comunicazione non verbale, attraverso sguardo, espressioni facciali, vocalizzazioni, gesti e contatto corporeo. I processi di rispecchiamento, sintonizzazione e sincronizzazione favoriscono la costruzione dell’intersoggettività, sostenendo la regolazione degli stati emotivi e lo sviluppo dell’attenzione condivisa. In particolare, la capacità del genitore di seguire e valorizzare lo sguardo, i gesti e l’interesse del bambino contribuisce alla costruzione di esperienze condivise e allo sviluppo delle competenze cognitive e comunicative. In questo contesto, la lettura condivisa costituisce un’importante occasione di interazione. La condivisione dei libri può favorire attenzione, sviluppo del linguaggio e del vocabolario, comprensione, immaginazione e consapevolezza emotiva, oltre a rafforzare la relazione tra adulto e bambino. Il Dialogic Book-Sharing, sviluppato da Lynne Murray e Peter Cooper, propone una modalità di lettura fortemente interattiva. Il bambino viene coinvolto attivamente e il genitore impara a seguire i suoi interessi e il suo ritmo, utilizzando commenti, domande, gesti, indicazioni e denominazioni per costruire una conversazione intorno al libro. L’obiettivo non è quindi soltanto leggere la storia, ma utilizzare il libro come mediatore della relazione e della comunicazione, valorizzando l’esperienza condivisa. L’intervento prevede quattro incontri settimanali di circa 90 minuti, accompagnati da momenti di pratica individuale genitore-bambino. Il progetto di ricerca dell’Osservatorio di Psicologia Clinica Perinatale dell'Università degli Studi di Brescia valuta l’applicazione del DBS con bambini di 14-20 mesi, confrontando un gruppo che riceve l’intervento con un gruppo di controllo in lista d’attesa. La valutazione viene effettuata prima dell’intervento, al termine e a sei mesi di distanza, considerando lo sviluppo della attenzione e linguistico del bambino, lo stato affettivo del genitore e la qualità delle interazioni genitore-bambino. Il progetto è stato realizzato in diversi servizi sociosanitari ed educativi italiani del territorio italiano. L’analisi dei dati utilizza modelli statistici volti a verificare i cambiamenti nel tempo e le eventuali differenze tra i gruppi. Nel complesso, il DBS viene proposto come intervento preventivo e di promozione della salute mentale, in grado di sostenere la sensibilità genitoriale, la reciprocità e la sincronizzazione nella relazione, oltre allo sviluppo della attenzione, linguistico ed emotivo del bambino. La lettura condivisa rappresenta una pratica semplice e quotidiana attraverso cui sostenere la relazione precoce e promuovere condizioni favorevoli allo sviluppo neuromentale nei primi mille giorni di vita.
Interventi di affective neuroscience nei primi mille giorni di vita: applicazione del “Dialogic Book-Sharing” genitore-bambino nei servizi sociosanitari ed educativi della
Cena LoredanaWriting – Original Draft Preparation
;Trainini AliceWriting – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
Il capitolo approfondisce il ruolo degli interventi precoci nei primi mille giorni di vita, secondo le neuroscienze affettive, concentrandosi in particolare sulla applicazione del Dialogic Book-Sharing (DBS) come metodologia di intervento nella relazione genitore-bambino. Le neuroscienze affettive evidenziano come lo sviluppo del cervello e della mente sia fortemente influenzato dalle esperienze relazionali precoci. Le connessioni neurali si costruiscono progressivamente attraverso l’esperienza e, in particolare, attraverso le interazioni con le figure di accudimento. La qualità della relazione genitore-bambino rappresenta pertanto un importante fattore per lo sviluppo affettivo, cognitivo e neuromentale. Un ruolo fondamentale è svolto dalla comunicazione non verbale, attraverso sguardo, espressioni facciali, vocalizzazioni, gesti e contatto corporeo. I processi di rispecchiamento, sintonizzazione e sincronizzazione favoriscono la costruzione dell’intersoggettività, sostenendo la regolazione degli stati emotivi e lo sviluppo dell’attenzione condivisa. In particolare, la capacità del genitore di seguire e valorizzare lo sguardo, i gesti e l’interesse del bambino contribuisce alla costruzione di esperienze condivise e allo sviluppo delle competenze cognitive e comunicative. In questo contesto, la lettura condivisa costituisce un’importante occasione di interazione. La condivisione dei libri può favorire attenzione, sviluppo del linguaggio e del vocabolario, comprensione, immaginazione e consapevolezza emotiva, oltre a rafforzare la relazione tra adulto e bambino. Il Dialogic Book-Sharing, sviluppato da Lynne Murray e Peter Cooper, propone una modalità di lettura fortemente interattiva. Il bambino viene coinvolto attivamente e il genitore impara a seguire i suoi interessi e il suo ritmo, utilizzando commenti, domande, gesti, indicazioni e denominazioni per costruire una conversazione intorno al libro. L’obiettivo non è quindi soltanto leggere la storia, ma utilizzare il libro come mediatore della relazione e della comunicazione, valorizzando l’esperienza condivisa. L’intervento prevede quattro incontri settimanali di circa 90 minuti, accompagnati da momenti di pratica individuale genitore-bambino. Il progetto di ricerca dell’Osservatorio di Psicologia Clinica Perinatale dell'Università degli Studi di Brescia valuta l’applicazione del DBS con bambini di 14-20 mesi, confrontando un gruppo che riceve l’intervento con un gruppo di controllo in lista d’attesa. La valutazione viene effettuata prima dell’intervento, al termine e a sei mesi di distanza, considerando lo sviluppo della attenzione e linguistico del bambino, lo stato affettivo del genitore e la qualità delle interazioni genitore-bambino. Il progetto è stato realizzato in diversi servizi sociosanitari ed educativi italiani del territorio italiano. L’analisi dei dati utilizza modelli statistici volti a verificare i cambiamenti nel tempo e le eventuali differenze tra i gruppi. Nel complesso, il DBS viene proposto come intervento preventivo e di promozione della salute mentale, in grado di sostenere la sensibilità genitoriale, la reciprocità e la sincronizzazione nella relazione, oltre allo sviluppo della attenzione, linguistico ed emotivo del bambino. La lettura condivisa rappresenta una pratica semplice e quotidiana attraverso cui sostenere la relazione precoce e promuovere condizioni favorevoli allo sviluppo neuromentale nei primi mille giorni di vita.| File | Dimensione | Formato | |
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