Muovendosi tra neuroscienze affettive, storytelling partecipativo e arte urbana, il volume decostruisce lo stigma della marginalità per esplorare la “bellezza collaterale” delle nuove geografie urbane. Nato all’incrocio tra le risorse strategiche del PNRR e la vocazione inclusiva della Terza Missione, vuole codificare una best practice multidisciplinare che va ben oltre la narrazione di un’esperienza di successo. Nel corso dei capitoli sono ridefiniti identità e confini delle periferie, offrendo a chi si occupa di educazione, ricerca e alle amministrazioni locali una bussola metodologica ed etica per abitare la complessità contemporanea e trasformare la vulnerabilità in una nuova forma di relazione attiva, consapevole e generativa. Il libro è un invito a reimmaginare la città come un laboratorio permanente, dove rigore scientifico ed espressione artistica si fondono in un unico gesto pedagogico: curare le relazioni per fondare la comunità del domani. Queste pagine, trasformando la periferia in un’aula diffusa e i linguaggi performativi in dispositivi di ricerca-azione, offrono un modello replicabile di welfare culturale, un sistema interagente in cui le scienze si traducono in comunità e il legame sociale diventa una pratica collettiva capace di restituire futuro.
Scienze e inclusione nelle nuove geografie urbane
Chiara MagriWriting – Original Draft Preparation
;Chiara MortariWriting – Original Draft Preparation
;Sara BornaticiWriting – Original Draft Preparation
;Loredana CenaWriting – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
Muovendosi tra neuroscienze affettive, storytelling partecipativo e arte urbana, il volume decostruisce lo stigma della marginalità per esplorare la “bellezza collaterale” delle nuove geografie urbane. Nato all’incrocio tra le risorse strategiche del PNRR e la vocazione inclusiva della Terza Missione, vuole codificare una best practice multidisciplinare che va ben oltre la narrazione di un’esperienza di successo. Nel corso dei capitoli sono ridefiniti identità e confini delle periferie, offrendo a chi si occupa di educazione, ricerca e alle amministrazioni locali una bussola metodologica ed etica per abitare la complessità contemporanea e trasformare la vulnerabilità in una nuova forma di relazione attiva, consapevole e generativa. Il libro è un invito a reimmaginare la città come un laboratorio permanente, dove rigore scientifico ed espressione artistica si fondono in un unico gesto pedagogico: curare le relazioni per fondare la comunità del domani. Queste pagine, trasformando la periferia in un’aula diffusa e i linguaggi performativi in dispositivi di ricerca-azione, offrono un modello replicabile di welfare culturale, un sistema interagente in cui le scienze si traducono in comunità e il legame sociale diventa una pratica collettiva capace di restituire futuro.| File | Dimensione | Formato | |
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VOLUME Scienze e inclusione nelle nuove geografie urbane FrancoAngeli 2026 (1).pdf
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