Il cd. principio verde previsto dal Codice civile della Repubblica popolare cinese, quale strumento giuridico volto a contribuire alla costruzione della ‘civiltà ecologica’ (che pare la Cina si sia posto tra i principali fini da perseguire nel corso dei prossimi anni), e che si innesta, in un più generale movimento di attenzione al tema della protezione dell’ambiente non soltanto dalla prospettiva del diritto (lato sensu) pubblico, lascia ipotizzare che sia in corso un ‘mutamento di mentalità’ che potrebbe avere delle importanti ricadute su come anche alcuni istituti e schemi giuridici possano essere configurati. Se, come autorevolmente sostenuto, la proprietà è soprattutto mentalità, allora lo ius abutendi che viene ad essa associato può ritenersi essere una caratteristica corrispondente all’assetto che questa forma di gestione del rapporto uomo - cosa è venuta ad assumere nel corso degli ultimi secoli e che non pare esser stata invece contemplata, quantomeno nei medesimi termini, nelle epoche precedenti. Come diverse prospettive da cui si può andare a cercare di ricostruire quantomeno le grandi linee di quella che possa essere stata la mentalità romana sul punto possono lasciar ritenere, infatti, nonostante gli accostamenti svolti nei secoli successivi, non sembra che a Roma l’appartenenza fosse stata costruita secondo forme che possano aver previsto una facoltà di abuso della cosa da parte del titolare come quella riconosciuta nelle codificazioni moderne. Basti pensare ad esempio al fatto che, secondo quanto si può leggere da D. 7.9.1.3, al fine, sostanzialmente, di concretizzare la regola del salva rerum substantia dettata in materia di usufrutto si guardasse a quello che il vir bonus avrebbe fatto con la propria cosa. La possibilità di abusare delle proprie cose pare potersi dunque ritenere collegata alla mentalità affermatasi in un determinato, seppur certo non brevissimo, periodo storico, ma che appunto, come diversi indizi - tra cui il richiamo al principio verde nel Codice cinese - già segnalano, pare essere in via di superamento.

Salva rerum substantia e principio verde. Per una rilettura critica della proprietà attraverso il diritto romano e il diritto cinese

Stefano Porcelli
2023-01-01

Abstract

Il cd. principio verde previsto dal Codice civile della Repubblica popolare cinese, quale strumento giuridico volto a contribuire alla costruzione della ‘civiltà ecologica’ (che pare la Cina si sia posto tra i principali fini da perseguire nel corso dei prossimi anni), e che si innesta, in un più generale movimento di attenzione al tema della protezione dell’ambiente non soltanto dalla prospettiva del diritto (lato sensu) pubblico, lascia ipotizzare che sia in corso un ‘mutamento di mentalità’ che potrebbe avere delle importanti ricadute su come anche alcuni istituti e schemi giuridici possano essere configurati. Se, come autorevolmente sostenuto, la proprietà è soprattutto mentalità, allora lo ius abutendi che viene ad essa associato può ritenersi essere una caratteristica corrispondente all’assetto che questa forma di gestione del rapporto uomo - cosa è venuta ad assumere nel corso degli ultimi secoli e che non pare esser stata invece contemplata, quantomeno nei medesimi termini, nelle epoche precedenti. Come diverse prospettive da cui si può andare a cercare di ricostruire quantomeno le grandi linee di quella che possa essere stata la mentalità romana sul punto possono lasciar ritenere, infatti, nonostante gli accostamenti svolti nei secoli successivi, non sembra che a Roma l’appartenenza fosse stata costruita secondo forme che possano aver previsto una facoltà di abuso della cosa da parte del titolare come quella riconosciuta nelle codificazioni moderne. Basti pensare ad esempio al fatto che, secondo quanto si può leggere da D. 7.9.1.3, al fine, sostanzialmente, di concretizzare la regola del salva rerum substantia dettata in materia di usufrutto si guardasse a quello che il vir bonus avrebbe fatto con la propria cosa. La possibilità di abusare delle proprie cose pare potersi dunque ritenere collegata alla mentalità affermatasi in un determinato, seppur certo non brevissimo, periodo storico, ma che appunto, come diversi indizi - tra cui il richiamo al principio verde nel Codice cinese - già segnalano, pare essere in via di superamento.
2023
Altre fonti
Italiano
9791221151923
Giappichelli
Torino
no
Goal 1: No poverty
Goal 2: Zero hunger
Goal 3: Good health and well-being
Goal 6: Clean water and sanitation
Goal 7: Affordable and clean energy
Goal 9: Industry, Innovation, and Infrastructure
Goal 11: Sustainable cities and communities
Goal 12: Responsible consumption and production
Goal 13: Climate action
Goal 14: Life below water
Goal 15: Life on land
Goal 16: Peace, justice and strong institutions
276
1
Porcelli, Stefano
none
info:eu-repo/semantics/book
3 Libro::3.1 Monografia o trattato scientifico
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