Tra Cinque e Seicento si assiste al progressivo diffondersi di una trattatistica giuridica che ha nei poveri e nelle miserabiles personae il proprio centrale oggetto di studi. I giuristi, consapevoli che l'applicazione di regole comuni, in modo indistinto, sia foriera di iniquità e "non utile", si interrogano se, e come, accordare ai poveri uno speciale regime giuridico. Attraverso i "privilegia", vengono elaborate forme di esenzione o di eccettuazione rispetto al diritto corrente, che investono, tra gli altri, gli istituti processuali, i rapporti famigliari e correlativi obblighi, le obbligazioni contrattuali. Nel panorama europeo del tempo, il trattato De privilegiis pauperum di G. Alvarez de Velasco costituisce un interessante momento teorico della messa a fuoco di un diritto dei/ per i poveri.
Per un diritto dei poveri tra identità e privilegia a margine del De privilegiis pauperum di G. Alvarez de Velasco (1630-1636)
Federica Paletti
2023-01-01
Abstract
Tra Cinque e Seicento si assiste al progressivo diffondersi di una trattatistica giuridica che ha nei poveri e nelle miserabiles personae il proprio centrale oggetto di studi. I giuristi, consapevoli che l'applicazione di regole comuni, in modo indistinto, sia foriera di iniquità e "non utile", si interrogano se, e come, accordare ai poveri uno speciale regime giuridico. Attraverso i "privilegia", vengono elaborate forme di esenzione o di eccettuazione rispetto al diritto corrente, che investono, tra gli altri, gli istituti processuali, i rapporti famigliari e correlativi obblighi, le obbligazioni contrattuali. Nel panorama europeo del tempo, il trattato De privilegiis pauperum di G. Alvarez de Velasco costituisce un interessante momento teorico della messa a fuoco di un diritto dei/ per i poveri.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.