Il saggio affronta il tema della riparazione degli edifici monumentali gravemente danneggiati dagli eventi bellici, concentrandosi sul rapporto tra ricostruzione postbellica, consolidamento strutturale e impiego di tecniche e materiali moderni entro l’orizzonte metodologico del “dov’era e com’era”. L’attenzione è rivolta alla chiesa di Santa Maria dei Miracoli a Brescia, uno dei principali edifici monumentali della città, colpita dai bombardamenti del 1944-45 e oggetto, nell’immediato dopoguerra, di un complesso intervento di ricostruzione e consolidamento. Il cantiere, ricordato nel volume La ricostruzione del patrimonio artistico italiano del 1950 fra gli esempi di “restauro di consolidamento”, fu avviato sotto la responsabilità di Piero Gazzola e Guido Marangoni; dal 1954 subentrò Lionello Costanza Fattori, cui si deve il completamento del restauro degli apparati decorativi. Attraverso l’analisi di documentazione tecnica tuttora inedita, il contributo ricostruisce le premesse metodologiche, le scelte progettuali, i materiali e le soluzioni operative adottate, mettendo in evidenza il frequente ricorso al cemento armato e ad altre tecniche moderne, soprattutto negli interventi strutturali. Ne emerge un caso emblematico della cultura del restauro postbellico, nel quale la volontà di ricomporre l’immagine storica dell’edificio convive con l’introduzione di dispositivi costruttivi contemporanei. La conoscenza di tali interventi costituisce oggi una premessa indispensabile per il monitoraggio e la cura permanente della fabbrica, poiché consente di comprendere il comportamento nel tempo dei materiali introdotti nel secondo dopoguerra, i loro meccanismi di degrado e il rapporto con le strutture e le finiture storiche conservate in opera.
«Il cemento armato e la pazienza». Restauri di consolidamento nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli a Brescia (1945-1953)
COCCOLI Carlotta
Writing – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
Il saggio affronta il tema della riparazione degli edifici monumentali gravemente danneggiati dagli eventi bellici, concentrandosi sul rapporto tra ricostruzione postbellica, consolidamento strutturale e impiego di tecniche e materiali moderni entro l’orizzonte metodologico del “dov’era e com’era”. L’attenzione è rivolta alla chiesa di Santa Maria dei Miracoli a Brescia, uno dei principali edifici monumentali della città, colpita dai bombardamenti del 1944-45 e oggetto, nell’immediato dopoguerra, di un complesso intervento di ricostruzione e consolidamento. Il cantiere, ricordato nel volume La ricostruzione del patrimonio artistico italiano del 1950 fra gli esempi di “restauro di consolidamento”, fu avviato sotto la responsabilità di Piero Gazzola e Guido Marangoni; dal 1954 subentrò Lionello Costanza Fattori, cui si deve il completamento del restauro degli apparati decorativi. Attraverso l’analisi di documentazione tecnica tuttora inedita, il contributo ricostruisce le premesse metodologiche, le scelte progettuali, i materiali e le soluzioni operative adottate, mettendo in evidenza il frequente ricorso al cemento armato e ad altre tecniche moderne, soprattutto negli interventi strutturali. Ne emerge un caso emblematico della cultura del restauro postbellico, nel quale la volontà di ricomporre l’immagine storica dell’edificio convive con l’introduzione di dispositivi costruttivi contemporanei. La conoscenza di tali interventi costituisce oggi una premessa indispensabile per il monitoraggio e la cura permanente della fabbrica, poiché consente di comprendere il comportamento nel tempo dei materiali introdotti nel secondo dopoguerra, i loro meccanismi di degrado e il rapporto con le strutture e le finiture storiche conservate in opera.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
COCCOLI_Il cemento armato e la pazienza_2026.pdf
gestori archivio
Descrizione: Full Text
Tipologia:
Full Text
Licenza:
NON PUBBLICO - Accesso privato/ristretto
Dimensione
6 MB
Formato
Adobe PDF
|
6 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


