Lungo il confine tra le province di Brescia, Trento e Verona, alcune opere militari attualmente dismesse, costruite e riusate durante i conflitti del Ventesimo secolo, versano ancora in uno stato di avanzato degrado. Nei casi in cui sono stati realizzati lavori di pulizia e messa in sicurezza, la mancanza di una visione chiara delle possibilità di relazione e integrazione tra edificio e contesto ha reso vani gli interventi, generando una dispersione reiterata delle risorse impiegate. La sfida di un progetto di valorizzazione di questi siti, necessariamente interdisciplinare, risiede nella capacità di accogliere e trasformare tutte le potenzialità di questi edifici attraverso sistemi sostenibili, sia dal punto di vista finanziario che da quello dell’inserimento in contesti territoriali specifici, nel rispetto della cultura e delle tradizioni di un luogo. La costruzione di reti ad uso turistico-esperienziale deve affrontare la questione del mantenimento di numerosi reperti militari di dimensioni importanti, le cui opere basilari di pulizia e manutenzione non trovano sufficienti risposte economiche dalla sola destinazione d’uso di tipo storico-museale.

Ri-abitare le architetture militari italiane dismesse sul confine nord-orientale

Longo Olivia
Writing – Original Draft Preparation
2020-01-01

Abstract

Lungo il confine tra le province di Brescia, Trento e Verona, alcune opere militari attualmente dismesse, costruite e riusate durante i conflitti del Ventesimo secolo, versano ancora in uno stato di avanzato degrado. Nei casi in cui sono stati realizzati lavori di pulizia e messa in sicurezza, la mancanza di una visione chiara delle possibilità di relazione e integrazione tra edificio e contesto ha reso vani gli interventi, generando una dispersione reiterata delle risorse impiegate. La sfida di un progetto di valorizzazione di questi siti, necessariamente interdisciplinare, risiede nella capacità di accogliere e trasformare tutte le potenzialità di questi edifici attraverso sistemi sostenibili, sia dal punto di vista finanziario che da quello dell’inserimento in contesti territoriali specifici, nel rispetto della cultura e delle tradizioni di un luogo. La costruzione di reti ad uso turistico-esperienziale deve affrontare la questione del mantenimento di numerosi reperti militari di dimensioni importanti, le cui opere basilari di pulizia e manutenzione non trovano sufficienti risposte economiche dalla sola destinazione d’uso di tipo storico-museale.
2020
Ateneo di appartenenza
Boundary Landscapes
Longo Olivia, Dalzero Silvia, Iorio Andrea, Pirina Claudia, Rugino Salvatore, Sigurtà Davide
SH3_10 Urbanization, cities and rural areas
SH5_11 Cultural heritage, cultural memory
SH5_9 History of art and history of architecture
SH5_7 Museums and exhibitions
Comitato scientifico
Italiano
Internazionale
STAMPA
1
319
325
7
9788831352475
9788831352468
Tab edizioni
Roma
ITALIA
Questo articolo è inserito nel volume n. 1 della collana "Confini" diretta da João Ferreira Nunes (Università della Svizzera italiana, Mendrisio). Il comitato scientifico è composto da Michael Jakob (Scuola di ingegneria di Ginevra-Lullier e Politecnico di Losanna), João Gomes da Silva (Università della Svizzera italiana, Mendrisio), Claudia Battaino (Università di Trento), Annette Condello (Curtin University, Australia), Olivia Longo (Università di Brescia), Giorgio Peghin (Università di Cagliari). Nell’idea di confine come luogo di incontro lo spazio può essere concepito in termini inclusivi e pluridentitari, trasformandosi in un interessante catalizzatore di nuove forme di immaginazione del territorio. Tali contesti comprendono l’idea di un’architettura debole e diffusa, in cui il concetto di debolezza indica un atto creativo fondato sulla modificazione e sulla conoscenza di processi naturali e reversibili. "Confini" racconta le architetture, le città e i territori legati al confine inteso come separazione, dove si intrecciano aspetti complessi e contraddittori determinati da condizioni fisiche, paesaggistiche, normative, funzionali e socio-culturali. La collana affronta l’aspetto teorico e applicativo di forme di progettazione sperimentali, che tengono conto dei processi di trasformazione continua del territorio, e immagina un’architettura-filtro flessibile, fatta di sistemi aperti che si adattano alle logiche della collaborazione e della condivisione di beni materiali e immateriali.
riuso, valorizzazione, guerra, turismo esperienziale, sostenibilità, confine
Sogg. privati ital. no profit
https://www.tabedizioni.it/shop/product/boundary-landscapes-148
no
Goal 11: Sustainable cities and communities
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
reserved
Longo, Olivia
info:eu-repo/semantics/bookPart
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
OLongo_Ri-abitare le architetture militari italiane dismesse.pdf

gestori archivio

Descrizione: Testo in B/N a bassa risoluzione
Tipologia: Full Text
Licenza: NON PUBBLICO - Accesso privato/ristretto
Dimensione 3.08 MB
Formato Adobe PDF
3.08 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia
BOUNDARY LANDSCAPES_46-8 copertina.pdf

gestori archivio

Descrizione: Copertina del volume
Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: NON PUBBLICO - Accesso privato/ristretto
Dimensione 72.6 kB
Formato Adobe PDF
72.6 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11379/531908
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact