Il volume esamina le possibili tutele offerte dall’ordinamento ai creditori del legittimario che non reclami i propri diritti ereditari, qualora il de cuius gli abbia attribuito beni di valore inferiore alla quota di riserva spettantegli o l’abbia perfino escluso dalla successione. Invero, il Codice Civile non riconosce espressamente un’adeguata protezione ai creditori del legittimario che ripongano affidamento sull’incremento della garanzia patrimoniale del loro debitore per effetto della quota di legittima a cui questi abbia diritto. È frequente, tuttavia, che il testatore, in vista dell’apertura della successione e spesso in pieno tacito accordo col legittimario indebitato verso terzi, leda deliberatamente la quota di legittima, a fronte del concreto pericolo di un’aggressione dei beni ereditari da parte dei creditori del legittimario. Quest’ultimo, a sua volta, si asterrà dall’agire per la reintegrazione della propria riserva allo scopo di sottrarsi alle azioni cautelari ed esecutive dei propri creditori. Dall’analisi dei formanti dottrinale e giurisprudenziale non si ricavano al riguardo indicazioni univoche, attesa l’esigenza di salvaguardare da un lato, la libertà di esercizio dei diritti di accettare l’eredità o di ottenere la legittima, oltre che l’autonomia negoziale del testatore, e, dall’altro, la necessità di preservare la garanzia patrimoniale dei creditori. Pertanto, il volume si propone l’analisi dei vuoti di tutela e la possibilità di identificare nuove soluzioni rimediali tese a salvaguardare le ragioni dei creditori del legittimario leso o pretermesso.

La tutela dei creditori del legittimario

Ivan Libero Nocera
2020

Abstract

Il volume esamina le possibili tutele offerte dall’ordinamento ai creditori del legittimario che non reclami i propri diritti ereditari, qualora il de cuius gli abbia attribuito beni di valore inferiore alla quota di riserva spettantegli o l’abbia perfino escluso dalla successione. Invero, il Codice Civile non riconosce espressamente un’adeguata protezione ai creditori del legittimario che ripongano affidamento sull’incremento della garanzia patrimoniale del loro debitore per effetto della quota di legittima a cui questi abbia diritto. È frequente, tuttavia, che il testatore, in vista dell’apertura della successione e spesso in pieno tacito accordo col legittimario indebitato verso terzi, leda deliberatamente la quota di legittima, a fronte del concreto pericolo di un’aggressione dei beni ereditari da parte dei creditori del legittimario. Quest’ultimo, a sua volta, si asterrà dall’agire per la reintegrazione della propria riserva allo scopo di sottrarsi alle azioni cautelari ed esecutive dei propri creditori. Dall’analisi dei formanti dottrinale e giurisprudenziale non si ricavano al riguardo indicazioni univoche, attesa l’esigenza di salvaguardare da un lato, la libertà di esercizio dei diritti di accettare l’eredità o di ottenere la legittima, oltre che l’autonomia negoziale del testatore, e, dall’altro, la necessità di preservare la garanzia patrimoniale dei creditori. Pertanto, il volume si propone l’analisi dei vuoti di tutela e la possibilità di identificare nuove soluzioni rimediali tese a salvaguardare le ragioni dei creditori del legittimario leso o pretermesso.
978-88-921-3437-9
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