La crescita delle piccole e medie imprese costituisce un fenomeno di estrema rilevanza, anche in virtù della diffusione delle stesse nel tessuto economico italiano. La struttura finanziaria dell’azienda può influenzarne la crescita, in quanto la difficoltà nel reperire adeguate risorse finanziarie ne rappresenta un ostacolo. Nell’ultimo decennio, si è assistito ad un progressivo disimpegno del sistema bancario nei confronti del finanziamento delle piccole e medie imprese per gli investimenti durevoli. In aggiunta, una serie di interventi normativi ha introdotto alcuni strumenti finanziari alternativi a quelli bancari. Questo mutato contesto stimola l’approfondimento di una serie di strumenti finanziari alternativi al debito bancario, che si mostrano particolarmente adatti alle piccole e medie imprese. Il lavoro ha come obiettivo quello di approfondire la relazione esistente tra la scarsità di risorse finanziarie e la crescita delle piccole e medie imprese, anche in un’ottica di diversificare il processo di approvvigionamento delle risorse finanziarie. In particolare, il volume approfondisce l’opportunità di ricorrere agli strumenti di finanziamento alternativi al debito bancario, sia nelle diverse fasi della vita aziendale, sia in relazione alla specifica situazione economica, finanziaria e patrimoniale. In particolare, viene proposto un “modello di selezione delle fonti di finanziamento” con il quale l’azienda può comprendere le modalità di copertura dei propri fabbisogni finanziari con particolare riferimento agli strumenti diversi da quelli bancari. In aggiunta, tali strumenti vengono descritti ed illustrati negli elementi di pregio e debolezza. Il valore aggiunto della ricerca è coerente al contesto attuale di riferimento. La crisi strutturale che sta coinvolgendo le piccole e medie imprese e la mutazione regolamentare evidenziano una differente prospettiva nell’ambito del processo di finanziamento. In particolare, il progressivo disimpegno del sistema bancario da alcune tipologie di finanziamenti e il disinteresse per certi settori economici necessitano la comprensione e valutazione di strumenti di finanziamento alternativi a quelli bancari. In aggiunta, è venuta a manifestarsi una certa incompetenza manageriale ed inadeguatezza patrimoniale delle piccole e medie imprese italiane, che non ha portato allo sviluppo di una adeguata cultura finanziaria. Ciò è dovuto principalmente all’abbondanza di credito offerto dal sistema bancario fino al 2008, alla capacità delle banche di soddisfare le varie esigenze di investimento, nonché alla modesta capacità di selezione dei soggetti affidati.

L'indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese. Vincolo o acceleratore nel processo di crescita?

Alberto Mazzoleni
2020-01-01

Abstract

La crescita delle piccole e medie imprese costituisce un fenomeno di estrema rilevanza, anche in virtù della diffusione delle stesse nel tessuto economico italiano. La struttura finanziaria dell’azienda può influenzarne la crescita, in quanto la difficoltà nel reperire adeguate risorse finanziarie ne rappresenta un ostacolo. Nell’ultimo decennio, si è assistito ad un progressivo disimpegno del sistema bancario nei confronti del finanziamento delle piccole e medie imprese per gli investimenti durevoli. In aggiunta, una serie di interventi normativi ha introdotto alcuni strumenti finanziari alternativi a quelli bancari. Questo mutato contesto stimola l’approfondimento di una serie di strumenti finanziari alternativi al debito bancario, che si mostrano particolarmente adatti alle piccole e medie imprese. Il lavoro ha come obiettivo quello di approfondire la relazione esistente tra la scarsità di risorse finanziarie e la crescita delle piccole e medie imprese, anche in un’ottica di diversificare il processo di approvvigionamento delle risorse finanziarie. In particolare, il volume approfondisce l’opportunità di ricorrere agli strumenti di finanziamento alternativi al debito bancario, sia nelle diverse fasi della vita aziendale, sia in relazione alla specifica situazione economica, finanziaria e patrimoniale. In particolare, viene proposto un “modello di selezione delle fonti di finanziamento” con il quale l’azienda può comprendere le modalità di copertura dei propri fabbisogni finanziari con particolare riferimento agli strumenti diversi da quelli bancari. In aggiunta, tali strumenti vengono descritti ed illustrati negli elementi di pregio e debolezza. Il valore aggiunto della ricerca è coerente al contesto attuale di riferimento. La crisi strutturale che sta coinvolgendo le piccole e medie imprese e la mutazione regolamentare evidenziano una differente prospettiva nell’ambito del processo di finanziamento. In particolare, il progressivo disimpegno del sistema bancario da alcune tipologie di finanziamenti e il disinteresse per certi settori economici necessitano la comprensione e valutazione di strumenti di finanziamento alternativi a quelli bancari. In aggiunta, è venuta a manifestarsi una certa incompetenza manageriale ed inadeguatezza patrimoniale delle piccole e medie imprese italiane, che non ha portato allo sviluppo di una adeguata cultura finanziaria. Ciò è dovuto principalmente all’abbondanza di credito offerto dal sistema bancario fino al 2008, alla capacità delle banche di soddisfare le varie esigenze di investimento, nonché alla modesta capacità di selezione dei soggetti affidati.
2020
978-88-921-3401-0
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11379/530498
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact