Fra tre possibili tipi di confine: il confine fisico urbano legato alla scala della città e ai suoi margini, il confine politico territoriale pertinente a una scala più ampia, in questo saggio viene descritto il ‘confine psicologico architettonico’ inteso quale spazio intermedio tra ambienti chiusi domestici e ambienti esterni urbani. Il pensiero del progettista di architetture procede per astrazioni e per esclusioni che derivano da vincoli esistenti, normative, caratteristiche del luogo (geografia, storia, economia). Lungo il percorso di esclusioni, il pensiero progettuale è guidato da astrazioni dette ‘figure mentali’ che fanno riferimento al modo di procedere per immagini. Il procedimento del progetto architettonico dovrebbe contenere la descrizione di figure mentali includendo il montaggio di argomenti eterogenei. Nella pratica della progettazione la figura mentale è una condizione iniziale e il ‘confine’ può essere una figura mentale per la progettazione architettonica. Nel 1992, Vidler affronta il tema del ‘perturbante’ fornendo una interpretazione della configurazione di edifici e progetti degli anni Novanta del XX secolo, nati da un rinnovato interesse per il perturbante come metafora di una condizione moderna fondamentalmente invivibile. Il perturbante fu generato anche dalla comparsa delle grandi città, dalle folle sgradevolmente eterogenee e dalle nuove proporzioni degli spazi. Nel dopoguerra, il perturbante rafforza il suo legame con la nostalgia, in particolare, della casa natale o della patria. Negli anni novanta Hertzberger definisce il concetto di in-between tramite la descrizione del termine ‘soglia’ che è la chiave della transizione e della connessione fra aree con differenti vocazioni territoriali. La relazione tra casa e città è un sistema complesso che per essere indagato necessita di un processo di scomposizione in elementi più semplici come la stanza, lo spazio comune semi privato, quello condiviso semi pubblico, la strada, ecc. Sia in ambito architettonico che urbano, concetti chiave come ‘spazio-soglia’, in-between e ‘perturbante’ costituiscono ancora oggi le tracce indispensabili per un’indagine sulle potenzialità e il ruolo di fenomeni esperienziali nel processo progettuale di una casa urbana.

Abitare la soglia architettonica tra in-between e perturbante

olivia longo
2018-01-01

Abstract

Fra tre possibili tipi di confine: il confine fisico urbano legato alla scala della città e ai suoi margini, il confine politico territoriale pertinente a una scala più ampia, in questo saggio viene descritto il ‘confine psicologico architettonico’ inteso quale spazio intermedio tra ambienti chiusi domestici e ambienti esterni urbani. Il pensiero del progettista di architetture procede per astrazioni e per esclusioni che derivano da vincoli esistenti, normative, caratteristiche del luogo (geografia, storia, economia). Lungo il percorso di esclusioni, il pensiero progettuale è guidato da astrazioni dette ‘figure mentali’ che fanno riferimento al modo di procedere per immagini. Il procedimento del progetto architettonico dovrebbe contenere la descrizione di figure mentali includendo il montaggio di argomenti eterogenei. Nella pratica della progettazione la figura mentale è una condizione iniziale e il ‘confine’ può essere una figura mentale per la progettazione architettonica. Nel 1992, Vidler affronta il tema del ‘perturbante’ fornendo una interpretazione della configurazione di edifici e progetti degli anni Novanta del XX secolo, nati da un rinnovato interesse per il perturbante come metafora di una condizione moderna fondamentalmente invivibile. Il perturbante fu generato anche dalla comparsa delle grandi città, dalle folle sgradevolmente eterogenee e dalle nuove proporzioni degli spazi. Nel dopoguerra, il perturbante rafforza il suo legame con la nostalgia, in particolare, della casa natale o della patria. Negli anni novanta Hertzberger definisce il concetto di in-between tramite la descrizione del termine ‘soglia’ che è la chiave della transizione e della connessione fra aree con differenti vocazioni territoriali. La relazione tra casa e città è un sistema complesso che per essere indagato necessita di un processo di scomposizione in elementi più semplici come la stanza, lo spazio comune semi privato, quello condiviso semi pubblico, la strada, ecc. Sia in ambito architettonico che urbano, concetti chiave come ‘spazio-soglia’, in-between e ‘perturbante’ costituiscono ancora oggi le tracce indispensabili per un’indagine sulle potenzialità e il ruolo di fenomeni esperienziali nel processo progettuale di una casa urbana.
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