Al confine tra la provincia di Brescia e quella trentina, molte opere militari sono ad oggi abbandonate all’incuria del tempo, o hanno subito restauri e recuperi non adeguati alle necessità di una società in continua evoluzione e, soprattutto, dilaniata e oppressa da tre crisi di dimensioni planetarie: climatica, energetica, finanziaria. È stata spesso riscontrata la mancanza di una visione chiara delle possibilità funzionali e delle destinazioni d’uso dei beni, rendendo lacunosa qualsiasi logica di integrazione con il contesto ed amplificando il rischio di una dispersione reite- rata delle esigue risorse disponibili. Bisognerebbe invece concentrarsi sulla fattibilità di piani di gestione a carattere funzionale ed economico che siano in grado di accogliere e trasformare tutte le potenzialità di questi beni, attraverso sistemi sostenibili, sia dal punto di vista finanziario che da quello dell’inserimento in contesti territoriali specifici, nel rispetto della cultura e delle tradizioni di un luogo. Spesso ci si trova di fronte a una architettura invisibile perché i segni sono nascosti, sia intenzionalmente all’atto costruttivo da parte dei militari, che per reazione incontrollata della natura che tende a riappropriarsi di quanto l’uomo pretende di sottrarle.

Una rovina annunciata. L’inutilità estetizzante di un gigante di pietra e calcestruzzo

O. Longo
2018-01-01

Abstract

Al confine tra la provincia di Brescia e quella trentina, molte opere militari sono ad oggi abbandonate all’incuria del tempo, o hanno subito restauri e recuperi non adeguati alle necessità di una società in continua evoluzione e, soprattutto, dilaniata e oppressa da tre crisi di dimensioni planetarie: climatica, energetica, finanziaria. È stata spesso riscontrata la mancanza di una visione chiara delle possibilità funzionali e delle destinazioni d’uso dei beni, rendendo lacunosa qualsiasi logica di integrazione con il contesto ed amplificando il rischio di una dispersione reite- rata delle esigue risorse disponibili. Bisognerebbe invece concentrarsi sulla fattibilità di piani di gestione a carattere funzionale ed economico che siano in grado di accogliere e trasformare tutte le potenzialità di questi beni, attraverso sistemi sostenibili, sia dal punto di vista finanziario che da quello dell’inserimento in contesti territoriali specifici, nel rispetto della cultura e delle tradizioni di un luogo. Spesso ci si trova di fronte a una architettura invisibile perché i segni sono nascosti, sia intenzionalmente all’atto costruttivo da parte dei militari, che per reazione incontrollata della natura che tende a riappropriarsi di quanto l’uomo pretende di sottrarle.
2018
Altre fonti
FRONTI DIMENTICATI. Sperimentazioni progettuali sulle linee di confine della Grande Guerra
Sigurtà Davide
PE8_12 Sustainable design (for recycling, for environment, eco-design)
SH5_11 Cultural heritage, cultural memory
SH6_11 History of collective identities and memories, history of gender
SH6_1 Archaeology, archaeometry, landscape archaeology
Comitato scientifico
Italiano
Internazionale
STAMPA
2
36
43
8
9788899854560
ListLab
Trento
ITALIA
Il libro è il vol. 2 della collana "Architettura invisibile" Direttore: Michele Sbacchi, Università degli Studi di Palermo Comitato Scientifico: Oriel Prizeman, Welsh School of Architecture, Cardiff University Santiago Quesada-Garcia, Universidad de Sevilla Federica Visconti, Università degli Studi di Napoli Federico II Koon Wee, The University of Hong Kong Giacinto Cerviere, Oil Forest League Free School of Design and Environment Questa serie di pubblicazioni si occupa di produzioni scientifiche che trattano temi di territorio, città, paesaggio e architettura, all’interno delle riflessioni contemporanee sulle possibilità di riuso e riconversione del patrimonio costruito esistente. Oggetto privilegiato di indagine è una architettura sensibile e inclusiva sia verso gli aspetti fisici e materiali dei contesti, sia e soprattutto verso i beni immateriali, storici, antropologici e sociologici, che caratterizzano i territori del XXI secolo, e che costituiscono parte invisibile degli spazi che abitiamo. Alcuni concetti chiave come soglia e in-between, ma anche alterità, sublime, perturbante possono aiutarci a comprendere il ruolo di fenomeni esperienziali normalmente esclusi dal processo progettuale, sia in ambito architettonico che urbano. La riflessione dell’antropologia culturale e la densa riflessione fenomenologica ed esistenzialista costituiscono la base culturale che orienta l’approccio della collana.
Riuso, paesaggio, rudere, microarchitettura
Altre fonti
no
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
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268
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Longo, O.
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