L’oggetto della monografia è la separazione del potere giudiziario dai poteri politici o di governo. Essa muove dallo studio dell’ordinamento costituzionale degli Stati Uniti, dove la dottrina della separazione dei poteri è stata interpretata in modo flessibile, secondo lo schema dei checks and balances, con riguardo ai rapporti tra i due poteri politici o di governo, mentre, con riguardo al potere giudiziario, si ritiene che sia rigida. Lo studio, tuttavia, smentirà tale luogo comune: il giudiziario negli Stati Uniti rappresenta invece una di tre equal branches of government e partecipa, al pari degli altri poteri, al sistema dei reciproci checks and balances, in ciò nettamente differenziandosi dai giudiziari dell’Europa continentale. Per giungere a tale conclusione, lo studio, nel primo capitolo, illustra l’ambiguità di fondo della dottrina montesquieuviana: fondata da un lato sull’antica teoria del governo misto, che richiede una versione flessibile della dottrina, e dall’altro sull’aspirazione al rule of law, che prelude a una sua versione più rigida. In Europa una certa interpretazione del principio democratico comporterà, alla fine di un lungo processo, la prevalenza delle esigenze del rule of law, con l’annessa esigenza di rigidità nella separazione del potere giudiziario. In America, viceversa, la precoce affermazione del principio democratico e la sua declinazione in termini antimaggioritari farà prevalere la matrice del governo misto e così la separazione dei poteri si affermerà nella versione che enfatizza il meccanismo dei checks and balances. Il secondo capitolo illustra le interferenze tra funzioni e poteri nell’ordinamento nord-americano guardate dalla speciale angolazione del potere giudiziario, descrivendole in modo da mettere in risalto le tracce delle due diverse matrici della dottrina della separazione dei poteri nella loro evoluzione. Il terzo capitolo affronta quelle posizioni del mondo politico e accademico che, invece, mettono in discussione il ruolo del potere giudiziario americano così per come è andato strutturandosi. Le conclusioni della ricerca sono contenute nel quarto capitolo e riguardando, da un lato, gli Stati Uniti e, dall’altro, l’Europa. Nel contesto nordamericano l’originaria prevalenza della matrice dei checks and balances sembra spiegare un’evoluzione dell’ordinamento in cui la separazione del potere giudiziario rispetto agli altri emerge come sostanzialmente flessibile: il giudice americano è dotato di significativi poteri di intervento nel campo politico; la sua legittimazione è largamente giocata sul terreno politico; è ampiamente titolato all’esercizio di funzioni non giurisdizionali. Nel contempo, la ricerca evidenzia l’emergere di linee di tensione con l’originario modello accolto dai padri fondatori. Il lavoro termina sviluppando, alla luce della ricostruzione compiuta e del confronto con la differente esperienza europea, la duplice dicotomia che era stata proposta nel primo capitolo. Così come la distinzione tra le due matrici della dottrina montesquieuviana, che avrebbero preluso a una sua versione flessibile o rigida, non inficiano l’unitarietà del fine cui essa è rivolta, allo stesso modo il diverso sviluppo della tecnica della separazione in Europa e in America non ha impedito l’affermarsi di una comune versione in senso costituzionalistico della democrazia. Europa e America restano invece distinte sul piano delle tecniche a servizio della tutela delle libertà. Il sistema dei checks and balances, ai quali si accorda una separazione flessibile del potere giudiziario dagli altri, non si è infatti sviluppato in Europa, né forse ciò poteva accadere, rendendo necessario nel contesto del Vecchio Continente la prevalenza dell’altro corno della separazione dei poteri, quello che richiede una separazione rigida tra il giudiziario e i poteri politici o di governo.

Separazione dei poteri e funzione giurisdizionale. L'esperienza nordamericana e il divergente approccio delle democrazie europee

SPADACINI, Lorenzo
2012

Abstract

L’oggetto della monografia è la separazione del potere giudiziario dai poteri politici o di governo. Essa muove dallo studio dell’ordinamento costituzionale degli Stati Uniti, dove la dottrina della separazione dei poteri è stata interpretata in modo flessibile, secondo lo schema dei checks and balances, con riguardo ai rapporti tra i due poteri politici o di governo, mentre, con riguardo al potere giudiziario, si ritiene che sia rigida. Lo studio, tuttavia, smentirà tale luogo comune: il giudiziario negli Stati Uniti rappresenta invece una di tre equal branches of government e partecipa, al pari degli altri poteri, al sistema dei reciproci checks and balances, in ciò nettamente differenziandosi dai giudiziari dell’Europa continentale. Per giungere a tale conclusione, lo studio, nel primo capitolo, illustra l’ambiguità di fondo della dottrina montesquieuviana: fondata da un lato sull’antica teoria del governo misto, che richiede una versione flessibile della dottrina, e dall’altro sull’aspirazione al rule of law, che prelude a una sua versione più rigida. In Europa una certa interpretazione del principio democratico comporterà, alla fine di un lungo processo, la prevalenza delle esigenze del rule of law, con l’annessa esigenza di rigidità nella separazione del potere giudiziario. In America, viceversa, la precoce affermazione del principio democratico e la sua declinazione in termini antimaggioritari farà prevalere la matrice del governo misto e così la separazione dei poteri si affermerà nella versione che enfatizza il meccanismo dei checks and balances. Il secondo capitolo illustra le interferenze tra funzioni e poteri nell’ordinamento nord-americano guardate dalla speciale angolazione del potere giudiziario, descrivendole in modo da mettere in risalto le tracce delle due diverse matrici della dottrina della separazione dei poteri nella loro evoluzione. Il terzo capitolo affronta quelle posizioni del mondo politico e accademico che, invece, mettono in discussione il ruolo del potere giudiziario americano così per come è andato strutturandosi. Le conclusioni della ricerca sono contenute nel quarto capitolo e riguardando, da un lato, gli Stati Uniti e, dall’altro, l’Europa. Nel contesto nordamericano l’originaria prevalenza della matrice dei checks and balances sembra spiegare un’evoluzione dell’ordinamento in cui la separazione del potere giudiziario rispetto agli altri emerge come sostanzialmente flessibile: il giudice americano è dotato di significativi poteri di intervento nel campo politico; la sua legittimazione è largamente giocata sul terreno politico; è ampiamente titolato all’esercizio di funzioni non giurisdizionali. Nel contempo, la ricerca evidenzia l’emergere di linee di tensione con l’originario modello accolto dai padri fondatori. Il lavoro termina sviluppando, alla luce della ricostruzione compiuta e del confronto con la differente esperienza europea, la duplice dicotomia che era stata proposta nel primo capitolo. Così come la distinzione tra le due matrici della dottrina montesquieuviana, che avrebbero preluso a una sua versione flessibile o rigida, non inficiano l’unitarietà del fine cui essa è rivolta, allo stesso modo il diverso sviluppo della tecnica della separazione in Europa e in America non ha impedito l’affermarsi di una comune versione in senso costituzionalistico della democrazia. Europa e America restano invece distinte sul piano delle tecniche a servizio della tutela delle libertà. Il sistema dei checks and balances, ai quali si accorda una separazione flessibile del potere giudiziario dagli altri, non si è infatti sviluppato in Europa, né forse ciò poteva accadere, rendendo necessario nel contesto del Vecchio Continente la prevalenza dell’altro corno della separazione dei poteri, quello che richiede una separazione rigida tra il giudiziario e i poteri politici o di governo.
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