Da oltre 200 anni il sistema federale nordamericano si propone tra le esperienze del costituzionalismo moderno come il modello cui deve ispirarsi chiunque intenda combinare, sul piano delle formule istitu-zionali, il principio di unità con il valore dell’autonomia locale e del¬l’articolazione territoriale dello Stato. L’originale soluzione elaborata dalla Convenzione di Filadelfia nel 1787 è divenuta l’archetipo di ogni successivo esperimento di decentramento politico-legislativo. Lo studio del sistema nordamericano fornisce il paradigma per se-guire la stessa impostazione metodologica nell’analisi dell’ordina¬mento italiano. La riforma del titolo V, attuata con la legge cost. n. 3/2001, pone al centro del sistema le Regioni (e gli enti locali). Sotto questo punto di vista, i due ordinamenti presentano analogie rilevanti, che verranno messe in luce nella terza parte della ricerca. In entrambi l’impostazione democratico-sociale, divenuta dominante nel corso del XX secolo, ha operato in senso unificante, accentrando una serie di politiche di intervento pubblico che mal si prestavano alla ge-stione da parte degli enti periferici. In entrambi, questi ultimi hanno cominciato a recuperare rilievo nel momento in cui, in parte per ragio-ni di bilancio e in parte per ragioni politiche-ideologiche, lo Stato so-ciale ha cominciato ad entrare in crisi: a quel punto il centro ha richie-sto la collaborazione degli Stati-membri e delle Regioni, per assicura-re maggiore efficienza nella attuazione delle politiche di welfare.

Articolazioni territoriali dello Stato e dinamiche costituzionali

GORLANI, Mario
2004

Abstract

Da oltre 200 anni il sistema federale nordamericano si propone tra le esperienze del costituzionalismo moderno come il modello cui deve ispirarsi chiunque intenda combinare, sul piano delle formule istitu-zionali, il principio di unità con il valore dell’autonomia locale e del¬l’articolazione territoriale dello Stato. L’originale soluzione elaborata dalla Convenzione di Filadelfia nel 1787 è divenuta l’archetipo di ogni successivo esperimento di decentramento politico-legislativo. Lo studio del sistema nordamericano fornisce il paradigma per se-guire la stessa impostazione metodologica nell’analisi dell’ordina¬mento italiano. La riforma del titolo V, attuata con la legge cost. n. 3/2001, pone al centro del sistema le Regioni (e gli enti locali). Sotto questo punto di vista, i due ordinamenti presentano analogie rilevanti, che verranno messe in luce nella terza parte della ricerca. In entrambi l’impostazione democratico-sociale, divenuta dominante nel corso del XX secolo, ha operato in senso unificante, accentrando una serie di politiche di intervento pubblico che mal si prestavano alla ge-stione da parte degli enti periferici. In entrambi, questi ultimi hanno cominciato a recuperare rilievo nel momento in cui, in parte per ragio-ni di bilancio e in parte per ragioni politiche-ideologiche, lo Stato so-ciale ha cominciato ad entrare in crisi: a quel punto il centro ha richie-sto la collaborazione degli Stati-membri e delle Regioni, per assicura-re maggiore efficienza nella attuazione delle politiche di welfare.
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